Coronavirus: proroga delle scadenze, cosa c’è da sapere

Il Decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, emanato per far fronte all’emergenza Covid-19, ha inciso sulle scadenze di atti amministrativi e autorizzazioni. La legge 24 aprile 2020, n. 27 (in vigore dal 30 aprile 2020), in sede di conversione, ha introdotto delle modifiche a quanto era stato disposto il 17 marzo con il suddetto decreto legge.

In ambito “stradale” le norme devono altresì essere coordinate con quanto disposto con il Regolamento (UE) 2020/698, in vigore dal 4 giugno 2020 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 165 del 27 maggio 2020.

Assicurazione auto

Chi ha l’assicurazione auto in scadenza quanto tempo ha per rinnovarla?
Per le polizze in scadenza fino al 31 luglio 2020 è portato a 30 giorni il periodo entro cui l’assicurazione è comunque operante.
La previsione trova applicazione anche nel caso di polizza assicurativa annuale in cui il pagamento del premio assicurativo sia rateizzato in rate semestrali o periodiche.

Apertura scuola a settembre 2020, ecco le linee guida DEFINITIVE.

La ripresa delle attività scolastiche avverrà in presenza nel rispetto delle indicazioni finalizzate alla prevenzione del contagio contenute nel Documento tecnico, elaborato dal Comitato tecnico scientifico (CTS) recante “ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico e le modalità di ripresa delle attività didattiche per il prossimo anno scolastico”; approvato in data 28 maggio 2020 e successivamente aggiornato.

Centrale sarà il ruolo delle singole scuole, accompagnate dal M.I. e gli enti territoriali/locali.

Nello specifico, in ogni Regione, verranno a costituirsi tavoli regionali con gli attori principali del sistema di istruzione, e conferenze dei servizi più a livello comunale o provinciale per rispondere alle criticità delle singole istituzioni scolastiche ubicate nello specifico territorio; tra i temi più sensibili:
• il trasporto scolastico;
• l’assistenza agli alunni con disabilità;
• la reperibilità, ove necessario, di ulteriori spazi oltre gli edifici scolastici nel territorio per assicurare il regolare svolgimento delle attività didattiche.

Valorizzare l’autonomia scolastica

Prevista ormai da 20 anni nel Regolamento n. 275/1999, l’autonomia delle singole istituzioni scolastiche viene evidenziata, nelle Linee guida, al fine di organizzare al meglio le attività didattiche, utilizzando forme di flessibilità tra le quali:
• suddividere la classe in più gruppi in base al livello di apprendimento;
• riunire in diversi gruppi, alunni provenienti da diverse classi o diversi anni di corso;
• turni differenziati, in base alle fasce di età degli studenti;
• articolazione modulare del monte ore di ciascuna disciplina; ad esempio una riduzione del monte orario delle singole discipline per poi utilizzare il tempo residuo per attività di recupero e consolidamento delineate nel PAI e PIA;
• utilizzo della DAD come strumento di integrazione della didattica in presenza, per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, ove il contesto, competenze e opportunità tecnologiche lo consentano;
• aggregazione delle diverse discipline in aree o ambiti disciplinari, sulla scia dei dipartimenti disciplinari ed interdisciplinari;
• lezioni anche il Sabato, previa deliberazione degli organi collegiali, consiglio di istituto e collegio docenti.

Patti educativi di comunità tra le scuole e il territorio

Enti locali, istituzioni pubbliche, private, associazioni e le realtà del Terzo settore si impegnano a sottoscrivere convenzioni, specifici accordi, denominati “patti educativi di comunità” tra le scuole e il territorio. Si tratta, ovviamente, di un rafforzamento di tale visione collaborativa tra gli stakeholders in quanto ogni singola scuola nella programmazione dell’offerta formativa (PTOF) attiva, annualmente, i necessari rapporti con le realtà locali:
“Valorizzazione della scuola intesa come comunità attiva, aperta al territorio e in grado di sviluppare e aumentare l’interazione con le famiglie e con la comunità locale, comprese le organizzazioni del terzo settore e le imprese”. (lettera m, comma 7 art. 1 della Legge 107/2015).
L’obiettivo di tali accordi con il territorio locale è quello di favorire la messa a disposizione di altre strutture o spazi, come parchi, teatri, biblioteche, cinema, al fine di potervi svolgere ulteriori attività didattiche o alternative a quelle tradizionali comunque volte a finalità educative.
Il personale interessato, associazioni sportive, musicali, teatrali, artistiche, avrà una responsabilità pari a quella del corpo scolastico in merito alla sorveglianza e vigilanza degli alunni. Sarà quindi fondamentale specificare tale questione nelle convenzioni stipulate tra i vari soggetti operanti.
Naturalmente l’alleanza scuola-famiglia gioca un ruolo decisivo nella buona riuscita degli intenti formativi, didattici, legati all’apprendimento e per quanto concerne una piena consapevolezza del rispetto di tutte le misure previste per il contrasto alla diffusione dell’epidemia: una responsabilità condivisa e collettiva. A tal proposito le scuole potranno aggiornare ed integrare, con le esperienze maturate durante e post Pandemia, il patto educativo di corresponsabilità.

Disabilità e inclusione scolastica

Previste misure potenziate di sicurezza per il personale scolastico, o per i lavoratori facenti parte di associazioni per le persone con disabilità; soprattutto nel momento in cui l’alunno disabile, per questioni sanitarie è impossibilitato all’utilizzo della mascherina. Il personale di assistenza ai disabili potrà utilizzare:
• mascherina chirurgica;
• guanti in nitrile;
• dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose.

Formazione

Le scuole polo per la formazione, al fine di non disperdere le competenze acquisite tramite smart working e DAD, incrementeranno corsi di formazione per docenti, ATA in riferimento alle seguenti tematiche:
per i docenti e personale educativo:
• metodologie innovative di insegnamento e apprendimento;
• metodologie innovative per l’inclusione scolastica;
• corsi su modelli di didattica interdisciplinare e tecnologie multimediali.
per il personale ATA
• lavoro in team e digitalizzazione delle procedure amministrative.
Ulteriori elementi di azione in riferimento allo scenario attuale del contagio
Le scuole dovranno organizzare in maniera funzionale per evitare assembramenti o raggruppamenti:
• gli spazi interni ed esterni;
• gli ingressi e le uscite;
• deflussi e distanziamenti in ogni momento della giornata scolastica;
• quanto detto sopra, vale per tutti: alunni, famiglie, personale scolastico e non.

Il Ministero dell’Istruzione lavora costantemente con le autonomie territoriali per accompagnare tutte le scuole nella gestione delle situazioni più delicate; possibile ulteriore disponibilità di organico aggiuntivo per le istituzioni scolastiche statali.

Viene ribadita l’importanza della possibile sottoscrizione di convenzioni tra l’Ente locale e la singola istituzione scolastica per evidenziare la suddivisione delle competenze specifiche assegnate al primo e alla seconda, fermo restando che sarà possibile, in base alle esigenze della scuola, rivedere e riassegnare le specifiche competenze attribuite, nel rispetto e nei limiti previsti dalla Legge.

Scuola dell’infanzia

L’uso delle mascherine non è previsto per i minori di 6 anni; i dispositivi di protezione per gli adulti a contatto con i bambini, non devono far venir meno la possibilità di essere riconosciuti; il ruolo di rassicurazione e fiducia è fondamentale nella sfera cognitiva degli infanti.

Attività nei laboratori

Oltre all’obbligatoria igienizzazione degli spazi adibiti ai laboratori, è auspicabile:
• sensibilizzare gli alunni ad una maggiore consapevolezza e responsabilità individuale in merito al riassetto della postazione di lavoro, al netto delle complesse operazioni di competenza del personale;
• avviare le attività didattiche che prevedono l’utilizzo dei laboratori, nella scuola secondaria di secondo grado, già nella prima parte del nuovo anno scolastico, al fine di integrare e consolidare gli apprendimenti tecnico-pratici non svolti nell’a.s. 2019-2020, a causa della sospensione delle attività didattiche in presenza.

Refezione scolastica

Una possibile soluzione per evitare l’affollamento dei locali durante il servizio di refezione scolastica è quella di effettuare due o più turni. Le istituzioni scolastiche con la collaborazione dell’Ente locale e della società concessionaria del servizio, garantiranno i servizi di mensa, partendo sempre dalle indicazioni inserite nel Documento tecnico del CTS.

Percorsi per le competenze trasversali e l’Orientamento (PCTO)

Viene evidenziato che le forniture della mascherine e dei DPI (dispositivi di protezione individuali), durante le attività degli studenti – in riferimento ai percorsi per le competenze traversali e l’Orientamento – presso le strutture ospitanti, sono a carico di queste ultime.

Scuola in ospedale, istruzione domiciliare e sezioni carcerarie

Tutti i soggetti coinvolti che elencheremo di seguito, avranno cura di osservare, confrontarsi ed organizzare le attività didattiche nel rispetto dei protocolli di sicurezza e di quanto indicato nel documento tecnico del CTS:

• scuola in ospedale: coordinamento organizzativo tra Dirigente scolastico e Direttore della struttura sanitaria;
• istruzione domiciliare: coordinamento organizzativo tra Dirigente scolastico, famiglia e medico curante;
• sezioni carcerarie: coordinamento organizzativo tra Dirigente scolastico, Coordinatore didattico e Direttore della struttura carceraria.

Piano scolastico per la Didattica digitale integrata

Qualora dovesse esserci una seconda ondata del Coronavirus in Italia, in autunno 2020, potrebbe essere prevista nuovamente la sospensione delle attività didattiche in presenza, quindi la DAD.

Pertanto ogni istituzione scolastica inserirà, a prescindere, nell’aggiornamento annuale del PTOF, il Piano scolastico per la Didattica digitale integrata attraverso il quale le scuole individueranno le modalità per riprogettare l’attività didattica, mettendo a frutto quanto potenziato a livello digitale durante l’emergenza, prestando, inoltre, particolare attenzione alle esigenze e necessità degli alunni BES.

Fondamentale non ripetere le situazioni di svantaggio del recente passato in riferimento alla garanzia del diritto all’istruzione per tutti gli studenti; occorre incentivare la piena partecipazione alle attività della DAD, qualunque sia il loro livello di partenza economico, sociale e culturale.

L’Amministrazione nazionale nell’ottica di un continuo monitoraggio, miglioramento e supporto agli enti territoriali e alle scuole ha attivato e attiverà:
• protocolli con gli Ordini degli Psicologici per la gestione degli effetti emotivi del Lockdown sugli alunni, personale della scuola e sulle famiglie;
• convenzioni con gli Enti di telefonia mobile, per agevolazioni sulle tariffe;
• azioni di supporto acchè gli Enti locali proseguano il completamento dell’infrastruttura che garantisca la copertura di tutto il territorio nazionale con banda larga.

(tratto da ORIZZONTE SCUOLA)

Contrasto all’emergenza covid-19: detraibili fiscalmente anche donazioni a favore di Enti religiosi

Si segnala un’importante novità contenuta nella conversione in legge del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 dove, con un emendamento all’art. 66, sono stati aggiunti gli enti religiosi civilmente riconosciuti tra i destinatari delle erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020, a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, per le quali sono riconosciuti incentivi fiscali in capo all’offerente.

Tutti i dettagli nella nota in allegato al sito della diocesi:

https://www.diocesi.torino.it/amministrativo/wd-appuntamenti/contrasto-allemergenza-covid-19-detraibili-fiscalmente-anche-donazioni-a-favore-di-enti-religiosi/

QUESTO E’ L’ALLEGATO

Decreto legge 17/03/2020 n. 18
Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie,
lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Art. 66 Incentivi fiscali per erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza
epidemiologica da COVID-19
In vigore dal 30 aprile 2020

  1. Per le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020 dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali, in
    favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente
    riconosciute senza scopo di lucro, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di
    contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 spetta una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul
    reddito pari al 30%, per un importo non superiore a 30.000 euro. [126]
  2. Per le erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da COVID-19,
    effettuate nell’anno 2020 dai soggetti titolari di reddito d’impresa, si applica l’articolo 27 della legge 13 maggio 1999, n. 133. La
    disposizione di cui al primo periodo si applica anche alle erogazioni liberali effettuate per le medesime finalità in favore degli enti
    religiosi civilmente riconosciuti. Ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive, le erogazioni liberali di cui al presente comma
    sono deducibili nell’esercizio in cui sono effettuate. [126]
  3. Ai fini della valorizzazione delle erogazioni in natura di cui ai commi 1 e 2, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui
    agli articoli 3 e 4 del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 28 novembre 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
    24 del 30 gennaio 2020. [126]
  4. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo 126.
    Note:
    [126] Comma così modificato dalla legge di conversione 24 aprile 2020, n. 27.

SCADENZE DI MAGGIO

Aggiornato lo SCADENZARIO per tutto il mese di MAGGIO. Attenzione alle proroghe definite in questo periodo di epidemia COVID-19

CAMBIO GOMME, COSA SUCCEDE IN TEMPI DI CORONAVIRUS

In tempi normali la primavera porta anche cambio gomme; quest’anno, nel pieno dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus, tantissime cose sono cambiate. Compresa la gestione degli pneumatici.

Benché sconsigliato, la legge consente di circolare tutto l’anno con pneumatici invernali, a patto che rispecchino i codici prestazionali presenti sulla carta di circolazione. Unico caso in cui è vietato circolare con gli invernali è quello dei veicoli che montano pneumatici invernali con un codice di velocità inferiore a quello indicato sulla carta di circolazione (che non deve comunque mai essere inferiore a Q). In questo caso la legge dice che il cambio gomme va fatto entro il 15 aprile, con un mese di tempo per adeguarsi, e dunque entro il 15 maggio.

Chi monta pneumatici invernali con codice di velocità pieno, conforme a quello riportato sulla carta di circolazione, non deve correre dal gommista: può procedere alla sostituzione anche dopo il 15 maggio. O persino circolare con gli invernali tutta l’estate: una soluzione sconsigliata perché con il caldo gli spazi di frenata delle gomme invernali si allungano, ma non vietata per legge.

Per coloro che montano gomme con codice di velocità inferiore a quello indicato sulla carta di circolazione, invece, vale ancora la data massima del 15 maggio. A oggi, nel pieno dell’emergenza sanitaria, non è stato preso alcun provvedimento per posticipare questa scadenza, il che significa che dovrà essere rispettata.

La maggior parte dei gommisti resta aperta soltanto per le emergenze sino al giorno in cui scade la proroga del dpcm sul contenimento dei contagi. Nel caso in cui le misure dovessero essere prorogate, saranno quindi le associazioni di categoria a muoversi per capire se è prevista una deroga per la scadenza del cambio gomme.

(tratto da LA STAMPA)

GUARDIAMO AL 4 MAGGIO CON POSITIVITA’ E SPERANZA

Il presidente Alberto Cirio guarda alla data del 4 maggio “con grande positività e speranza. “Lavoriamo per avere quel giorno davvero la possibilità di ripartire. Ma questa è un’emergenza sanitaria, per cui ripartiremo soltanto quando ce lo diranno i dati dei sanitari, dei medici, degli scienziati. E il giorno dopo non sarà più come prima: sarà una nuova normalità con cui dovremo confrontarci e con cui dovremo imparare a convivere. Dovremo accettarla, cambieranno alcune nostre abitudini, si introdurrà qualche nuova regola, ma ci permetterà di ripartire. I prossimi giorni saranno decisivi”. Il presidente Alberto Cirio ha annunciato su Facebook che “i laboratori di Cuneo, dell’Amedeo di Savoia di Torino e dell’Università del Piemonte orientale hanno già effettuato una serie di test per creare un protocollo piemontese da sottoporre allo Stato per la validazione dei sierologico e nei prossimi giorni avremo novità importanti. I test sierologici sono un tema delicato, purtroppo non è ancora arrivata una parola chiara da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, e questo è un peccato. Il test dà la patente di indennità a chi ha già fatto la malattia. Chi ce l’avrà potrà tornare al lavoro prima e muoversi con maggiore sicurezza”.

T-RED A TORINO: MAPPA DEGLI INCROCI, INFORMAZIONI E SANZIONI

Alla mappa dei T-Red a Torino si sono aggiunti altri 3 incroci dove sono stati installati i nuovi semafori con telecamera dopo i primi inaugurati lo scorso dicembre. L’installazione dei T-Red nel capoluogo piemontese si inserisce nel piano della giunta comunale per cercare di limitare gli incidenti, anche mortali, dovuti al mancato rispetto della segnaletica da parte di alcuni conducenti che spesso passano con il semaforo rosso. In città sono stati individuati 14 incroci a rischio.

Come funzionano i T-Red a Torino?
I T-Red, dotati di sensori di rilevamento sull’asfalto e di due telecamere per controllare il colore del semaforo e leggere la targa, si azionano quando scatta il rosso, individuando e fotografando le vetture che proseguono la loro marcia nonostante il segnale obbligatorio di stop.

Le sanzioni per i trasgressori: multe e decurtazione di punti
I nuovi semafori con sensori e telecamera scattano immagini in sequenza rilevando due tipi di infrazioni. La prima infrazione è per le autovetture che, a semaforo rosso, si fermeranno oltre la linea di arresto. Per questa infrazione è prevista una multa di 42 euro (56 euro se l’infrazione avviene di notte) e la decurtazione di due punti sulla patente. La seconda infrazione è invece il passaggio con il rosso. In questo caso è prevista una multa di 167 euro (222 euro di notte) e la decurtazione di 6 punti sulla patente. Per i trasgressori che saranno beccati a commettere queste infrazioni due volte è prevista inoltre la sospensione della patente.

T-Red a Torino: la mappa degli incroci dove sono/saranno posizionati

  • corso Regina Margherita / corso Potenza (attivo dal 2 dicembre 2019)
  • corso Peschiera / corso Trapani (attivo dal 2 dicembre 2019)
  • corso Novara / corso Vercelli (attivo dal 2 dicembre 2019)
  • corso Lecce / corso Appio Claudio (attivo dal 9 marzo 2020)
  • via Pianezza / via Nole / corso Potenza (attivo dal 9 marzo 2020)
  • corso Agnelli / corso Tazzoli (attivo dal 9 marzo 2020)
  • corso Giambone / corso Corsica (attivo dal 9 marzo 2020)
  • corso Turati / corso Bramante / corso Unione Sovietica
  • corso Siracusa / via Tirreno
  • piazza Pitagora / corso Orbassano
  • corso Unione Sovietica / piazzale San Gabriele da Gorizia
  • corso Turati / corso Rosselli
  • corso Vittorio Emanuele II / via Castelfidardo
  • corso Vittorio Emanuele II / corso Vinzaglio

Gli altri semafori saranno attivati nei prossimi mesi. Per ulteriori informazioni potete fare riferimento alle pagine ufficiali della Città di Torino.

ESONERO DEI CONTROLLI SUGLI APPALTI, FINO A GIUGNO VALE IL DURF DI FEBBRAIO

La norma proroga la validità dei certificati emessi dall’agenzia delle Entrate fino al 30 GIUGNO al fine di evitare accessi da parte dei contribuenti agli uffici dell’agenzia in questo periodo di emergenza sanitaria. Si tratta di una proroga di pochi giorni per il certificato che consente a imprese e committenti di non applicare il complesso meccanismo di controlli istituito dal decreto fiscale DL 124/2019.

VERSAMENTO CONTRIBUTI

Sono sospesi i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali, assistenziali e assicurativi in scadenza dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020; la sospensione riguarda sia la quota a carico del datore sia la quota a carico del lavoratore, (quindi non dovrà essere trattenuta in busta paga). I pagamenti devono essere effettuati entro il 10 giugno 2020, senza alcuna applicazione di interessi o sanzioni.